Quando si decide di ristrutturare un immobile in cui andare a vivere, oppure, si vuole acquistare un immobile di lusso a Roma, le normative e le regolamentazioni da seguire e rispettare sono sempre tante. Gli adempimenti da dover assolvere sono diversi e tutto dev’essere predisposto secondo quanto previsto da legge. Parliamo, dunque, del certificato di abitabilità: uno dei documenti più importanti e fondamentali per potersi effettivamente trasferire e vivere nella nuova abitazione.

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Cos’è il certificato di abitabilità

Il certificato di abitabilità è un documento rilasciato dal comune in cui è ubicato l’immobile.

Questo documento attesta la sicurezza, l’igiene, la salubrità dell’immobile e ne descrive tutte le caratteristiche relative agli impianti e al risparmio energetico, aspetti che devono essere in regola con le normative vigenti.

Fino a qualche anno fa, la distinzione tra certificato di abitabilità e certificato di agibilità era netta: il certificato di agibilità era una prerogativa per gli immobili non destinati a uso abitativo.

Questa distinzione, ad oggi, non è più così netta e i due documenti vengono spesso sovrapposti in una naturale coesistenza burocratica che ha lasciato posto alla SCA (Segnalazione Certificata di Agibilità).

In una trattativa di compravendita, che si tratti di una casa di lusso o meno, la presenza di questo certificato è fondamentale: senza di esso l’acquirente può appellarsi a inadempienze.

Tuttavia, ad oggi, non risulta comunque un illecito la mancanza di presentazione di questo certificato da parte del venditore.

Certificato di abitabilità: a cosa serve

Il certificato di abitabilità serve, dunque, a certificare l’abitabilità di un immobile.

L’abitabilità viene considerata secondo alcune condizioni come:

  • funzionalità degli impianti idrico e fognario
  • salubrità dell’immobile
  • condizioni di statica dell’immobile
  • distribuzione dei vani
  • igiene e sicurezza

Con le nuove regolamentazioni, ai fini dell’abitabilità, vengono considerati da soddisfare anche i requisiti di accessibilità e di risparmio energetico.

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Come e quando richiedere il certificato di abitabilità

Se si sta ristrutturando totalmente, o anche solo parzialmente, un’immobile da destinare ad uso abitativo, ci sono alcune condizioni che bisogna rispettare per poter presentare la Segnalazione Certificata di Agibilità.

L’articolo che regolamenta la questione è il 24 del d.pr. 380/2001 e ne chiarisce gli obblighi.

La SCA deve essere presentata ogni volta che vengono eseguiti interventi per:

  • nuove costruzioni
  • ricostruzioni
  • sopraelevazioni totali o parziali
  • interventi sugli edifici esistenti

Un esempio pratico? Se hai rifatto l’impianto idraulico, bisogna presentare una nuova certificazione di agibilità.

Fino a quando esisteva il vecchio certificato di abitabilità, era il tecnico del comune a certificarlo.
Ora il tutto avviene attraverso un’ autocertificazione di agibilità, confermata direttamente dal tecnico che segue i lavori. Egli se ne assume la completa responsabilità, facendo proprio le parti del pubblico ufficiale.

L’autocertificazione di agibilità ha una modulistica uguale su tutto il territorio nazionale. Fanno eccezione alcune caratteristiche che possono cambiare da regione a regione.

Il modulo da compilare è suddiviso in sezioni: ogni sezione risponde a vari requisiti da soddisfare, tutti certificati dal titolare dell’immobile e dal tecnico.

L’autocertificazione di agibilità, sempre secondo l’articolo 24 del d.pr. 380/2001, si presenta entro e non oltre i 15 giorni dall’ultimazione dei lavori.